Ah, è impossibile vivere quando nessuno ti vuole bene! Quando tu hai fatto del bene alla società e la società ti calpesta…
Passo nelle strade delle città piccole e grandi e vedo manifesti
pubblicitari strappati, gente che si soffia il naso e getta il fazzolettino per terra, anche se ha il cestino a trenta centimetri,
ragazzi e ragazze che si baciano sulla bocca nelle vie davanti a tutti (e io l’ho raccomandato: basta una stretta di mano o, proprio
al massimo, un bacio sulla fronte!). Gente che impreca e bestemmia,
molta di più di quella che santifica Dio. E nei ristoranti? Lì, se
possibile, è ancora peggio: tovaglioli al collo anzichè appoggiati
ai tavoli, minestrina in brodo rumorosamente succhiata, telefonini
che squillano, gente che parla a voce alta, pizza mangiata con le
mani…Questa gente che non mi vuole bene e un po’ ce l’ha su con me
è senz’altro lei la colpevole, anche se è vero che io, per motivi
ovvi, non ho potuto dare suggerimenti su pizza e telefonini…
Mi sa che tornerò nell’aldilà, deluso. E poi mi si consenta un’ultima
osservazione: nelle edicole l’antologia di "Scrivere" ha pubblicato
un sacco di copie di racconti selezionati, e su questo non ho nulla
da obiettare, ma quando ho chiesto se avessero copie del Galateo,
mi ridevano in faccia: "Padre, ma lei cerca il galateo nel 22. secolo?". Come è brutto quando non ti vogliono bene!
Monsignor Della Casa.

30/06/2007