Luca aveva vissuto l’esperienza della droga, la terribile extasy,
a 17 anni, in discoteca, per sentirsi "qualcuno": da allora lo si poteva vedere allo stadio della sua città, sempre pronto a fare disordini; lo si vedeva tra i manifestanti irriducibili di qualsiasi
fede politica solo per "darle". Una sera qualsiasi, ma con forse un po’ meno rabbia in corpo, era tranquillamente in auto per andare al ristorante, quando, fermo ad un semaforo, venne tamponato con violenza inaudita da un bisonte della strada. Si salvò, ma la morte
gli aveva sfiorato il corpo e, forse ancora di più, l’anima. La morte
lo aveva solo sfiorato, ma la vita lo aveva avvinghiato in un modo impossibile da definire, nè da descrivere. Ora stava solo a lui sfiorare con la mano e con l’anima una vita completamente nuova, poter accarezzare qualsiasi cosa, da un’idea alle labbra diuna ragazza, cosa che non aveva saputo fare. Qualcosa si impadronì di lui
e non sapeva neanche cosa fosse: lui che la morte la vedeva, e voleva vederla, solo negli occhi degli altri, nel corpo degli altri,
proprio lui cominciò a toccare la vita, quasi con paura, con soggezione. I suoi genitori volevano mandarlo dallo psichiatra, ma lui, vestendo i panni della persona cambiata completamente, rispose loro: "E’ la vita stessa il tuo psichiatra, che ti fa cambiare alla velocità della luce. Devo ricominciare a vivere, ome un neonato, che della vita non sa nulla e che ama da matti scoprirla momento dopo momento, in lunghi attimi di tenerezza, che deve sfiorare le cose con delicatezza perchè se no si rompono". Luca volle tornare bimbo,
scoprendo cose che l’extasy non gli aveva fatto conoscere. Fece quello che aveva sempre aborrito fare: fece un viaggio a Lourdes,
per aiutare quelli che sono davvero sfiorati dalla morte e che ringraziano ogni mattina Dio per essere in grado di pregarLo ancora
e di ringraziarLo per avere ancora la fede. Lui restò in Francia e,
cosa che non aveva mai fatto prima neanche per sbaglio, ringraziò
Dio per avergli fatto sfiorare la morte, come lui aveva fatto su tanti altri. E anche adesso, se andate a Lourdes, lo trovate mentre lavora come barelliere; si considera un miracolato e racconta sempre
la sua storia a chi glielo chiede.

Dite tranquillamente se non vi è piaciuta; tenete soltanto presente
che sono stato a "digiuno" tanto tempo, e che mentalmente non sono ancora in gran forma.

 

24/08/2007